Ma nel rapporto cinema-mente non vi è solo il desiderio di vivere mondi immaginari. Come ha scritto il filosofo francese Edgar Morin “[Il cinema] invita gli spettatori a porsi domande in merito alla loro vita, alla loro società, al loro mondo, all'Umanità stessa". Il che significa che l’arte cinematografica ci aiuta a capire il mondo e le persone che ci circondano, creando le condizioni per vivere una vita migliore. Purtroppo, come qualsiasi oggetto creato dagli esseri umani, anche il cinema può essere utilizzato a fini di bene ma anche di male, come banalmente anche un coltello può essere usato per tagliare una fetta di pane o una gola.
La complessità del cinema trattata da Morin nella sua opera “Le Cinéma, un art de la complexité” (2018) deriva in primo luogo dall'adozione di tecnologie sofisticate per la produzione ed in secondo luogo dagli effetti che esso evoca nella mente umana, ben più complessi di quanto non avvenga per altre manifestazioni artistiche. Questa complessità si riflette nella varietà di approcci utilizzati da scrittori, intellettuali, giornalisti, critici, filosofi, psicologi nell’affrontare il cinema fin dai primi anni del XX secolo. Molte “teorie del cinema” si sono quindi susseguite come riassume efficacemente Francesco Casetti nel suo saggio “Post-, Grand, Classical, or so-called: what is, and was, film theory (2018). E così il cinema è stato dissezionato, dapprima con una definizione delle sue regole (1920-1970) indi con una disamina dei suoi fini ideologici (1970-1990) con particolare riguardo per l’impiego manipolatorio che ne può fare l’establishment allo scopo di influenzare strati della società. In seguito, dagli anni ’90 in poi, la psicologia cognitiva inaugurò un approccio scientifico al cinema che è poi proseguito lungo molteplici linee di pensiero basate su neuroscienze, filosofia, tecnologia, quest’ultima necessaria per affrontare i nuovi modi di guardare un film, legati alla trasformazione digitale, alla visione in 3D, alla realtà aumentata ed alla varietà di strumenti forniti di schermo attualmente disponibili, varietà che tra l’altro sta cambiando il modo di guardare un film da un’esperienza collettiva ad un evento individuale.
Nella seconda parte saranno affrontati gli aspetti neuroscientifici e filosofici dell'argomento

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