La trama narra di una popolazione aliena che ha a più riprese visitato la terra e in occasione di queste “visite” ha inoculato nei due protagonisti del film: Margaret (Emily Blunt) meteorologa e Daniel (Josh O’Connor) informatico, capacità sovrumane. Lei è dotata di una illimitata empatia che le permette di sapere tutto di una persona semplicemente guardandola negli occhi, mentre lui interpreta senza alcuna difficoltà e rende verbalmente nel linguaggio alieno le formule matematiche, estremamente complesse, che sono alla base della struttura dell’Universo. È evidente il richiamo alla duplicità degli esseri umani, caratterizzati sia da spirito (Margaret) che da razionalità (Daniel). La vicenda degli alieni è tenuta segreta dalla Wardex, un’organizzazione paragovernativa diretta da Noah (Colin Firth), per evitare che la rivelazione (disclosure appunto) possa causare una grave turbativa dell’ordine sociale. Lo scopo dell’organizzazione di cui è a capo Hugo (Colman Domingo) e di cui fa parte Daniel è al contrario di pubblicare online tutto il materiale audio/video in possesso della Wardex affinché tutti sappiano tutto degli alieni in un momento delicatissimo in cui il mondo è sull’orlo della terza guerra mondiale. Ed ecco una prima questione da valutare: è giusto che tutti sappiano tutto o invece vi sono cose che vanno tenute nascoste? Questione estremamente difficile che già si era presentata all’attenzione del pubblico ai tempi di WikiLeaks, con l’opinione pubblica divisa nettamente in due. Una risposta sicura probabilmente non esiste. La presenza da sempre di servizi segreti in tutte le nazioni del mondo dovrebbe orientare alla liceità di tenere nascoste al pubblico delle informazioni ma il problema reale è chi decide che cosa può essere reso pubblico e che cosa no. Nel caso che si presenta nel film la ricaduta della pubblicazione sarebbe senz’altro negativa per il governo che ne uscirebbe reo di aver nascosto informazioni clamorosamente importanti, ma sarebbe forse utile per raggiungere un'unione globale dei 7-8 miliardi di essere umani che vivono sulla Terra grazie ad un fenomeno di empatia universale che potrebbe favorire la pace nel mondo. In realtà però se tutti sapessero cosa tutti pensano e provassero le emozioni che tutti provano, la convivenza non sarebbe possibile, dobbiamo accettare volenti o nolenti che un minimo di ipocrisia (in senso buono) è necessario per convivere. La narrazione si chiude lasciando un punto interrogativo: non sappiamo infatti quale sia il contenuto del messaggio che l’anziano alieno comunica a Daniel ed a Margaret e che quest’ultima annuncia con l’ultima parola del film: “Ascoltate”. Sembra quasi che si possa trattare di una profezia e questo ci porta all’aspetto religioso, ben presente nel film attraverso la figura della ragazza di Daniel, Jane (Eve Hewson) ex-novizia, e della sua mentore Suor Maura (Elisabeth Marvel). La fede aiuta Jane a combattere i tentativi di Noah di entrare nella sua mente e dirigerne le azioni e Suor Maura ritiene che sarebbe molto strano se Dio avesse creato l’Universo esclusivamente per gli esseri umani. E se facciamo riferimento all’introduzione dell’enciclica “Magnifica Humanitas”, Leone XIV vi cita la ricostruzione delle mura e del tempio di Gerusalemme distrutte dai babilonesi (Ne 1-2) come un esempio della necessità di agire con comunanza di responsabilità e di doveri, con il pensiero rivolto al Bene comune e in quest’ottica l’idea di una maggiore empatia fra esseri umani si trova in accordo con le posizioni della Chiesa.
In conclusione, le scene finali del film che ritraggono tutti gli esseri umani ipnotizzati davanti allo schermo dei loro smartphone che riproducono i file della Wardex portano alla mente le scene finali di “Bugonia” (Yorgos Lanthimos, 2025) con i cadaveri di tutti gli esseri umani sterminati dal semplice gesto di un dito alieno (sterminio compiuto con l’idea di rigenerare l’Umanità stessa). Due modi piuttosto diversi di interpretare il rapporto fra Umani ed Alieni.

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