sabato 7 marzo 2026

“Il filo del ricatto”, Gus van Sant (2025)

Il rancore è la molla che scatena la follia di Tony Kiritsis (Bill Skarsgård), rancore poiché si sente schiacciato da una macchina enormemente più potente di lui, la Meridian, società di mutui di Indianapolis, che egli accusa di averlo rovinato economicamente per interesse. Ma è follia quella di Tony? Era follia quella di Bill Foster, protagonista di “Un giorno di ordinaria follia" (1992)? O si tratta della reazione di soggetti compressi come pentole a pressione dagli eventi della vita e che, in mancanza della provvidenziale valvola di sfogo di cui quelle pentole sono fornite, a un certo punto esplodono? Difficile rispondere, difficile definire il limite fra normale e patologico in casi di questo genere; qualsiasi essere umano è infatti capace di qualsiasi azione se sottoposto ad uno stimolo adeguato. Evidentemente Tony e Bill erano stati sottoposti a stimoli molto intensi o sono risultati ad essi particolarmente sensibili; in effetti Tony (la vicenda è ispirata ad un fatto realmente avvenuto) aveva precedenti penali per atti violenti.
Alla vicenda narrata da van Sant prendono parte oltre a Tony altri personaggi sui quali vale la pena di soffermarsi. 
Il padrone della Meridian, M.L. Hall (Al Pacino), incarna il lato oscuro del capitalismo; egli è disposto a mettere a rischio la vita del figlio Richard (Dacre Montgomery), preso in ostaggio in assenza del padre, pur di non ammettere l’imbroglio ai danni di Tony, di scusarsi (scuse a cui Tony tiene forse più che al risarcimento) e rendere il maltolto. Guarda caso mentire ad oltranza, non ammettere mai il torto e non scusarsi non sono forse le basi del pensiero di chi attualmente guida la nazione capitalista più ricca e potente del mondo nella quale si svolge il film? 
Fred Temple (Colman Domingo) è un personaggio tipico della filmografia americana e cioè il conduttore radiofonico, personaggio che abbiamo visto ad esempio in "American Graffiti" (1973) e ne “I guerrieri della notte” (1979) il cui scopo è quello di interpretare e guidare le emozioni degli ascoltatori con la collaborazione di un'adeguata colonna sonora. Questi personaggi sono spesso anti-sistema e quindi amati dai giovani, Temple invece sembra tutt'altro che anti-sistema, è un pantofolaio più che altro seccato dall’impegno impostogli da questa vicenda. 
Richard è la vittima, o meglio il capro espiatorio, delle azioni di Tony. È forse il personaggio più umano della vicenda, lo vediamo passare dall'incredulità alla ribellione ed infine all'accettazione dello stato in cui si trova. 
Infine il pubblico, le cui reazioni sono di simpatia verso Tony, visto come Davide vendicatore degli oppressi che combatte Golia l'oppressore. E questa simpatia culmina nel verdetto di assoluzione che chiude il processo, verdetto che forse avrebbe potuto essere diverso se pronunciato da un giudice e non da una giuria come in questo caso. Tony venne comunque dichiarato infermo di mente e passò alcuni anni in manicomio, non volendosi sottoporre a cure ambulatoriali poiché si riteneva mentalmente sano; alcolista e diabetico morì nel 2005. 
Per quanto riguarda la Meridian non ci è dato sapere se l'inganno di cui Tony si riteneva vittima fosse reale, sta di fatto che (giustizia divina?) l’azienda fallì poco tempo dopo la conclusione della vicenda.

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